medicina dello Sport
Casella di testo: 



Antonella Carini, esperta di sport e nutrizione, parla del sale nell'alimentazione e della sua presenza nei cibi, soffermandosi in particolare sui cibi che lo contengono già: prodotti da forno, salumi, formaggi e cibi in scatola.
Propone quindi di non aggiungere troppo sale nei cibi per evitare cellulite, ritenzione, ipertensione, utilizzare frutta fresca e verdure come fonti proteiche al posto di salumi e formaggi e, nella scelta del sale, preferire il sale iodato.
In conclusione: non rinunciare al sale da cucina che arricchisce i cibi, ma fare attenzione a non esagerare in modo da avere una sana ed equilibrata alimentazione e preservare i sapori autentici dei cibi.
Casella di testo: Il Riscaldamento mondo del podismo viene data troppo poca importanza al riscaldamento ed al defaticamento, perché è opinione diffusa che il primo faccia consumare preziose energie, mentre il secondo serva solo a consumare quelle forze residue che ancora ci sono rimaste.
Ciò non è assolutamente vero per cui cercheremo di spiegare quale importanza rivestano, sia l'uno che l'altro, ai fini di una buona riuscita della corsa e di un buon ristabilimento al momento	dell'arrivo.
Il riscaldamento serve principalmente ad aumentare la temperatura corporea e di conseguenza favorisce la velocità di svolgimento di tutte le reazioni biochimiche all'interno dell'organismo, portando inoltre alla diminuzione degli attriti fra le articolazioni che perciò si muoveranno con maggiore scioltezza rendendo la corsa più redditizia. 
Serve ad aumentare la frequenza cardiaca, cioè fa sì che le pulsazioni del cuore al momento del via, siano già piuttosto elevate in modo da evitare che ci sia uno sforzo repentino necessario a fronteggiare la maggiore richiesta di sangue ai muscoli. Serve ad incrementare l'assorbimento di ossigeno: infatti il sottoporre l'organismo ad un lavoro che richiede una maggiore assunzione di ossigeno senza preparazione porta, per uno o due minuti, ad una carenza per cui nei muscoli avremo un “debito d'ossigeno” che si manifesterà con l'affanno. Preparando invece il corpo allo sforzo, il debito d'ossigeno sarà attenuato o scomparirà del tutto e la partenza potrà essere più scorrevole e meno faticosa. 
Serve poi a farci adattare psicologicamente alla corsa: prima di partire e talvolta prima di cimentarci in qualche allenamento impegnativo, ci sentiamo all'improvviso pieni di dolori , oppure piomba su di noi un senso di stanchezza e svogliatezza inspiegabile. L'iniziare il riscaldamento avvicinandoci al momento del via, ci farà risparmiare preziosa energia emotiva. Abbiamo esposto quali sono i motivi i quali bisogna riscaldarci: guardiamo ora come un podista si dovrebbe riscaldare (premettiamo che il riscaldamento è molto personale, variabile a seconda	 delle	condizioni fisiche, psicologiche,ambientali,meteorologiche). 
Daremo dunque un esempio di questa pratica che dovrà iniziare minimo mezz'ora prima della partenza: eseguire dieci minuti circa di corsa lenta con la tuta indosso; minuti di esercizi di allungamento; minuti dedicati all'esecuzione di cinque/sei allunghi di sessanta/ottanta metri che devono essere eseguiti ad un'andatura pari al 70/80% di quella massima raggiungibile sulla distanza. Il recupero tra un allungo ed un altro va eseguito camminando per altri 60/80 metri; minuti di corsa lenta eseguiti con l'abbigliamento con il quale affronteremo la corsa; minuti di esercizi di allungamento da eseguire mentre siamo tutti in gruppo pronti per il via, e sarà bene, tra un esercizio e l' altro, eseguire dei saltelli a piedi uniti;
Un buon riscaldamento si ritiene assolutamente necessario anche prima di eseguire allenamenti basati o sulle prove ripetute prima del “corto veloce”, o della corsa ad andatura media, o del fartlek e dovrà essere del tipo prima indicato. Prima di allenamenti lenti sarà bene eseguire una decina di minuti di esercizi di allungamento.

Walter ARACRI
PERSONAL TRAINER

                                        IL POTENZIAMENTOMUSCOLARE

 

Tantissimi podisti ogni anno sono costretti ad interrompere la preparazione a causa di un importante infortunio.Le statistiche riferiscono che sono le infiammazioni ai tendini ad essere le cause più frequenti d'interruzione degli allenamenti, e che richiedono mediamente 3-4 settimane di stop forzato.
A seguire, in ordine di frequenza, ci sono le patologie al ginocchio e alla schiena.
Le cause che generano il cedimento di tali strutture fisiche sono varie, ma la più importante è lo squilibrio muscolare dovuto ad una conformazione fisica non ottimale, e spesso anche ad una postura scorretta. Un assetto di corsa non buono determina un
maggior carico di alcune strutture che, se superano il loro limite di carico, cedono.
Se si tratta di tendini si sviluppa un' infiammazione, se invece si tratta di muscoli si può arrivare ad una contrattura, ad una elongazione, a uno stiramento ecc. Il problema può quindi derivare da un'azione di corsa squilibrata, oppure da alcuni allenamenti sostenuti, come si fa spesso, in concomitanza di un piccolo fastidio.
In quest'ultima situazione si corre cercando di togliere la sollecitazione ( fastidiosa o dolorosa) alla parte interessata, e di conseguenza si mette sotto maggior carico un'altra struttura. E' tipica la
situazione conseguente ad una distorsione di caviglia: siccome quasi mai un podista rispetta i tempi e le tappe per la completa guarigione, riprende a correre quando ancora la caviglia è gonfia e dolorante, per avvertire meno il fastidio/dolore, si spinge e si carica maggiormente sulla gamba sana e dopo un paio di settimane è frequente il fatto che nella gamba che ha fatto da stampella, si avvertano disagi al tendine d'Achille, o alle ginocchia, o ad altre strutture articolari.
Se nel corso della stagione agonistica che sta finendo ti sei trovato in una situazione di precaria efficienza fisica
, con vari problemi di tenuta muscolo articolare, hai ora l'opportunità di porre rimedio alla carenza di tenuta della tua "carrozzeria". Il periodo invernale si presta a dedicare una-due settimane al lavoro muscolare in maniera da aumentare la tenuta alle sollecitazioni senza comunque tralasciare quest'aspetto durante tutto l'anno.
Nelle sedute di potenziamento muscolare si deve prestare attenzione al rafforzamento delle gambe, ma non solo: è molto utile tonificare la muscolatura del cosiddetto cingolo pelvico perché questa zona è sede dei muscoli che favoriscono una buona postura della schiena . oltre alle gambe si devono quindi rafforzare i muscoli
addominali e lombari, i glutei, il retto femorale. L'ileo psoas e tutta una serie di muscoli localizzati nell'anca.
L'obiettivo delle sedute di potenziamento muscolare è di migliorare la tenuta alla sollecitazione, e quindi si lavora sul versante della forza resistente; ciò significa che si devono svolgere almeno 20 ripetizioni.
Purtroppo oggi c'è un uso indiscriminato e spesso anche scorretto delle macchine e dei pesi liberi, con l'aggravante che tanti podisti incorrono in brutti infortuni.
Sarebbe pertanto preferibile indirizzarsi verso il corpo libero che anche se più sacrificato è molto più sicuro.

Casella di testo:                                               SINDROME DEL SOVRALLENAMENTO 
L'overtraining è uno squilibrio dell'allenamento che si verifica quando l'attività fisica praticata , è talmente intensa, che il nostro organismo non riesce, nei tempi di recupero, a "smaltire" la fatica accumulata. Questo squilibrio provoca un continuo stato di affaticamento muscolare, che si accompagna sempre ad un certo stress psicofisico, e fa inevitabilmente calare le prestazioni atletiche. Il nostro organismo necessita di mantenere costanti nel tempo alcuni indici fisiologici quali: la temperatura corporea, la glicemia (o percentuale di zuccheri nel sangue) e lo stato di acidità nel sangue. Allenandoci, mettiamo sotto stress il nostro corpo, perché questi parametri vengono modificati, e lo costringiamo ad adattarsi e ad elevare le sue prestazioni. Questo non può avvenire in modo indiscriminato: occorre che ci sia un adeguato recupero tra una sollecitazione e quella successiva. Le cause dell'overtraining sono dunque in genere:- un periodo di riposo non adeguato tra un allenamento e l'altro;
- un regime alimentare scorretto;- un numero inadeguato di ore di sonno.
Quando un atleta professionista va in sovrallenamento, il problema viene immediatamente individuato e curato dal suo staff di assistenza. Come riconoscerlo invece per coloro che seguono un programma di allenamento "fai da te"? i campanelli d'allarme sono:- un eccessivo affaticamento per ogni minimo sforzo compiuto;- l'insorgenza di strane intolleranze alimentari;
- l'abbassamento della frequenza cardiaca a riposo;- disturbi nel rapporto sonno/veglia.
- Una misteriosa diminuzione della massa magra (muscoli) e aumento della massa grassa ( un fenomeno che può verificarsi anche a seguito di diete poco equilibrate.
In pratica se, pur allenandoci costantemente, ci accorgiamo che la nostra performance fisica peggiora, come in un circolo vizioso, vuol dire che stiamo andando in overtraining ed è tempo di riposare.
Sebbene queste situazioni si riscontrano negli atleti agonisti, non è infrequente osservarle anche negli sportivi amatoriali e gli appassionati che si allenano duramente. Le cause scatenanti sono molteplici, anche se in linea di massima alla base di quasi tutti i fenomeni di overtraining c'è un errato dosaggio del rapporto fra intensità degli allenamenti e il recupero. Nel caso di atleti agonisti però, i rischi possono anche derivare dai calendari di gara, dalla errata pianificazione della stagione sportiva e dallo stile di vita: mancanza di sonno, stress ripetuti, errori alimentari ecc. possono creare i presupposti per determinare l'insorgenza della sindrome.
I problemi sorgono, a livello organico, quando si riduce il contenuto di glicogeno nei muscoli: questo porta a un consumo da parte del muscolo delle sue stesse proteine costitutive, una sorta di "auto cannibalismo". Si può avere anche una diminuzione della glutamina organica o un ridotto apporto di aminoacidi a catena ramificata, quelli che consentono di prevenire le carenze di glutamina e di mantenere in equilibrio il rapporto testosterone/cortisolo.
Non sono poi da sottovalutare le carenze di acqua e di elettroliti in seguito a perdite di sudore; spesso negli atleti, in particolare donne, si hanno carenze di ferro, che comportano frequenti casi di anemie. Individuare il fattore che ha innescato il sovrallenamento risulta particolarmente difficoltoso, in quanto pare vi siano più di settanta sintomi che possono indirizzare verso la sindrome da overtraining. Si possono considerare parametri indicativi di danno muscolare, di squilibrio neuroendocrinologico o di riduzione delle difese immunitarie, con il conseguente aumento dell'incidenza delle malattie, oppure di stato depressivo, o ancora di una riduzione del'efficienza biologica e fisiologica dell'organismo.

 

 

EFFETTI BENEFICI DELLA CORSA

 

L’esercizio fisico,  inteso come attività motoria, gioco o sport, è un’ esigenza  biologica fondamentale di ogni essere animale, in questo caso , dell’ uomo.

Garantisce all’organismo uno sviluppo ottimale, limitandone i processi regressivi, inevitabili col passare degli anni, rallenta l’invecchiamento e contribuisce a farci sentire meglio.

Negli ultimi anni, nella nostra società poiché si passa molto tempo seduti davanti al televisore o al computer, sta insorgendo una nuova patologia: IPOCINESIA, derivata dal “ troppo riposo ” , che favorisce altre malattie quali obesità, diabete e altre malattie cardiovascolari.

Una delle attività meno costose e di più facile accesso è la CORSA e chi la pratica migliora la propria qualità di vita e si mantiene in forma.

Molti studi scientifici hanno dimostrato che la corsa è utile a prevenire alcune malattie cardio-vascolari come l’ipertensione arteriosa e l’arteriosclerosi, ma anche il diabete e l’obesità.

La corsa migliora l’efficienza cardiaca e circolatoria grazie all’immissione in circolo, sotto sforzo  , di sostanze vasodilatatrici che svolgono la loro azione su muscoli e sulle arterie. Il sangue circolante, incontra  quindi, meno resistenze nei vasi e questo favorisce l’abbassamento della pressione  arteriosa.

L’ipertensione arteriosa è un fattore di rischio per l’insorgenza di malattie cardiovascolari, quindi mantenerla sotto controllo è già una prevenzione per queste patologie.

Un altro fattore di rischio per  il manifestarsi di malattie cardiovascolari è il valore troppo alto del colesterolo.

Studi scientifici hanno dimostrato che la pratica costante della corsa, aumenta il colesterolo buono (HDL) , che ha la funzione di “ spazzino ” nei confronti del colesterolo cattivo ( LDL ) , che è quello che si deposita sulle pareti interne dei vasi, riducendone il lume  vasale e ostacolando il flusso del sangue.

Aumentare il colesterolo HDL, ha un effetto preventivo nei confronti dell’arteriosclerosi.

Un altro effetto benefico della corsa è quello di ridurre la glicemia , cioè gli zuccheri circolanti nel sangue, poiché i muscoli prelevano una maggiore quantità di glucosio dal sangue e quindi il pancreas non dovrà fare gli straordinari per produrre insulina che è un ormone ipoglicemizzante.

In conclusione:   attività fisica + regime dietetico adeguatomeno diabete..!!!

Chi corre perde peso!! Il sovrappeso o l’obesità vera e propria, favoriscono l’instaurarsi di disturbi cardiaci, epatici , circolatori e osteo-articolari.

Quando si pratica la corsa in maniera costante diminuiscono stress e  ansia  e migliora l’autostima, perché durante e dopo la corsa viene stimolata la produzione di ENDORFINE, sostanze che predispongono alla calma , al benessere e aiutano a sopportare meglio il dolore.

Concludendo : chi corre non ambisce a conquistare “l’oro olimpico” , ma a vincere la medaglia della salute mantenendo sano il corpo e la mente.

 

Medico Sociale  Miletomarathon              

                                                       

                                                          Dott.Nicola Molè

Casella di testo: CAPIRE GLI ESAMI DELLE  ANALISI 

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Dott.Pasquale Sottilotta

Responsabile unità operativa medicina   dello sport A:S:P:Vibo Valentia
Per gli atleti che sono interessati ,
presso il centro di medicina dello sport  a San Calogero si eseguono ECG con prova da sforzo SOGLIA anaerobica.

Gli atleti della A.S.D Miletomarathon per partecipare alla maratona di Roma del 22 marzo 2009 fino ad oggi Marzo 2011 hanno eseguito i test presso il centro del dott. Pasquale Sottilotta.

Via Puccinini 21San 
Calogero 89842( vibo valentia)
Telefono 0963/362031

                                             La Piscodieta                        

Certi irresistibili stimoli verso il cibo nascono nella testa, affondano le radici nei tortuosi meandri della mente. Sono frutto di pulsioni inconsce, di forse oscure di cui non riusciamo ad avere coscienza ma che pure ci incatenano pensieri e volontà.
Cosi, tra quanti hanno pochi o troppi chili d'adipe addosso non è raro che la molla verso l'abbuffata scatti per l'esigenza di soddisfare un bisogno interiore inappagato, o per evadere da stati d'ansietà di qualsiasi origine. E' comune, per esempio, il ricorso al cibo per consolarsi dalle delusioni, per surrogare una mancanza d'affetto o la
scarsa stima di sé. L'incapacità mentale a controllare il desiderio di cibo e il naturale senso della fame è alla base del vasto universo dei disturbi alimentari psicogeni.Che, specie nelle ragazze, hanno oggi preso la forma dell'anoressia e della bulimia. Ma sono proprio loro le persone più difficili da rieducare, poiché l'appetito insoddisfatto può “inventare” disturbi per giustificare la quotidiana superalimentazione.
Chi ha problemi di peso spesso prende a pretesto i più strani sintomi per reclamare a gran voce la sua razione di cibo: stanchezza, crampi allo stomaco, malumore, vertigini, malinconia, difficoltà a concentrarsi.
Come
uscirne? Come vincere la lotta contro l'ossessione della tavola? Non certo con le diete ammazza -calorie sempre molto difficili da seguire. Qui, c'e' bisogno di scoprire gli aspetti più nascosti del carattere di ognuno, per individuare e spezzare le catene della volontà, come conflitti, la depressione, lo stress eccessivo, la mancanza d'affetto, la solitudine.
Un'inedita strada per affrontare il problema del rapporto col cibo è quella della psicodieta. Non si parla di calorie né di bilance. Ma spinge ognuno a cercare dentro di sé, nelle zone inesplorate della personalità e tra le pieghe dell'inconscio, le
cause profonde delle pulsioni verso il cibo. Perché per saziare il corpo è fondamentale saziare anche la mente.
Se le diete falliscono è perché i dietologi hanno dichiarato guerra solo alle calorie, mentre sono trascurati i bisogni della psiche. Nutrire il nostro immaginario è altrettanto importante che fornire carburante ai muscoli, perché i cibi possiedono un valore energetico, ma ne hanno anche uno simbolico di contorno, e soddisfano i bisogni segreti e intimi della psiche. In definitiva, quindi, la psicodieta è un modo di mangiare che parla alla psiche, oltre che alla pancia. E' saziarsi con i cibi giusti.

Quelli che hanno per noi la capacità di alimentare l'immaginario individuale che risponde ai nostri bisogni pisicologici più profondi           

 

Walter Aracri

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Casella di testo: “sovrallenamento” termine  introdotto da Hatfield (1988) per descrivere una serie di sintomi causati, (segue)

Importanza della vitamina C nella carenza di ferro

aumenta la resistenza dell’organismo, rafforza il sistema immunitario

Dott. Francesco Aversano, 2 March 2011

 

 

 

 

La Vitamina C o acido L-ascorbico, è una vitamina idrosolubile dalle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, svolge numerose funzioni nel nostro organismo ed è assimilabile solo con l'alimentazione. Tutti gli animali infatti producono nel fegato ogni giorno diversi grammi di vitamina C, ad eccezione dell'uomo, dei primati e del porcellino d’india i quali non sintetizzano questa vitamina e per tanto deve essere introdotta con l’alimentazione. Questa vitamina ricopre un ruolo importante nel benessere dell'organismo, aumenta la resistenza dell’organismo, rafforza il sistema immunitario, permette una corretta sintesi del collagene, ed ha il compito di rinforzare la cute, i vasi sanguigni e le ossa, partecipa attivamente alla cicatrizzazione di ferite e soprattutto migliora il livello di assorbimento del ferro.

La vitamina C è molto importante per la cura e la prevenzione nella carenza di ferro quest’ultimo indispensabile per produrre emoglobina. Ed è proprio il ferro, parte integrante dell’emoglobina a legare a se l’ossigeno in modo reversibile e lo trasporta a tutte le cellule del nostro corpo attraverso il sangue. In questa maniera, l'ossigeno legato all'emoglobina, a sua volta veicolata dai globuli rossi può arrivare dai polmoni ai muscoli.

Le persone più a rischio per la carenza di ferro sono: gli sportivi, gli anziani, i bambini, i neonati, le donne incinte, le donne nel periodo mestruale e le persone che si sottopongono a diete dimagranti squilibrate. La carenza di ferro si manifesta con sintomi come affaticamento, debolezza muscolare, tendenza ad infezioni recidivanti, irritabilità e insonnia. La vitamina C è in grado di aumentare l'assorbimento di ferro dai vegetali ed inoltre contrasta l'azione inibitrice sull'assorbimento del ferro esercitata da alcuni alimenti come il thè e il caffè.

È universalmente riconosciuto che gli agrumi siano una buona fonte di vitamina C, ma anche altri vegetali ne contengono quote non indifferenti; particolarmente ricchi oltre gli agrumi sono: i kiwi, le fragole, i peperoni, i cavoli, i pomodori e gli ortaggi a foglia verde, etc. (tab.1).

 

 

 

Casella di testo:  
Casella di testo: Per una perfetta funzionalità del proprio corpo si consiglia di abusare  di frutta e verdura

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