poesia I^
Locations of visitors to this page

 

FORSE IL CUORE

 

"Sprofonderà l'odore acre dei tigli

Nella notte di pioggia. Sarà vano

Il tempo della gioia, la sua furia,

quel suo morso di fulmine che schianta.

Rimane appena aperta l'indolenza,

il ricordo di un gesto, d'una sillaba,

ma come d'un volo lento d'uccelli

fra vapori di nebbia. E ancora attendi,

non so che cosa, mia sperduta; forse

un'ora che decida, che richiami

il principio o la fine: uguale sorte,

ormai. Qui nero il fumo degli incendi

secca ancora la gola. Se lo puoi,

dimentica quel sapore di zolfo

e la paura. Le parole ci stancano,

risalgono da un'acqua lapidata;

forse il cuore ci resta, forse il cuore

 

Quasimodo

-----------------

sementi
danza_lenta

Questo video è stato inviato dalla dottoressa  Antonella Panzitta

Casella di testo:      Se tu mi dimentichi - Pablo Neruda

Voglio che tu sappia
Una cosa.
Tu sai com’è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se cio’ che esiste
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m’attendono.

Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d’amarti poco a poco.
“ Se d’improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata “

Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
Che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell’ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.

Ma 
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.

            

 Quant'è bella giovinezza,

che si fugge tuttavia!

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c'è certezza.

Quest'è Bacco e Arianna,

belli, e l'un dell'altro ardenti:

perché 'l tempo fugge e inganna,

sempre insieme stan contenti.

Queste ninfe ed altre genti

sono allegre tuttavia.

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c'e certezza.

Questi lieti satiretti,

delle ninfe innamorati,

per caverne e per boschetti

han lor posto cento agguati;

or da Bacco riscaldati,

ballon, salton tuttavia.

Chi vuol esser lieto sia:

di doman non c'è certezza.

Queste ninfe anche hanno caro

da lor essere ingannate:

non puon fare a Amor riparo,

se non genti rozze e ingrate:

ora insieme mescolate

suonon, canton tuttavia.

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c'è certezza.

Questa soma, che vien drieto

sopra l'asino, è Sileno:

così vecchio è ebbro e lieto,

già di carne e d'anni pieno;

se non può star ritto, almeno

ride e gode tuttavia.

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c'è certezza.

Mida vien drieto a costoro:

ciò che tocca, oro diventa.

E che giova aver tesoro,                        

s'altri poi non si contenta?

Che dolcezza vuoi che senta

chi ha sete tuttavia?

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c'è certezza.

Ciascun apra ben gli orecchi,

di doman nessun si paschi;

oggi siam, giovani e vecchi,

lieti ognun, femmine e maschi;

ogni tristo pensier caschi:

facciam festa tuttavia.

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c'è certezza.

Donne e giovìnetti amanti,

viva Bacco e viva Amore!

Ciascun suoni, balli e canti!

Arda di dolcezza il core!

Non fatica, non dolore!

Ciò c'ha a esser, convien sia.

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c'è certezza.

 

 Lorenzo Il Magnifico

 

 

 

       Walt Whitman –

"O Capitano! Mio Capitano!"

 

O Capitano! Mio Capitano! Il nostro duro viaggio è finito,

la nave ha scapolato ogni tempesta, il premio che cercavamo ottenuto,

il porto è vicino, sento le campane, la gente esulta,

mentre gli occhi seguono la solida chiglia, il vascello severo e audace:

ma, o cuore, cuore, cuore!

Gocce rosse di sangue

dove sul ponte il mio Capitano

giace caduto freddo morto.

 

O Capitano! Mio Capitano! Alzati a sentire le campane;

alzati, per te la bandiera è gettata, per te la tromba suona,

per te i fiori, i nastri, le ghirlande, per te le rive di folla

per te urlano, in massa, oscillanti, i volti accesi verso di te;

ecco Capitano! Padre caro!

Questo mio braccio sotto la nuca!

È un sogno che sulla tolda

sei caduto freddo, morto.

 

Il mio Capitano non risponde, esangui e immobili le sue labbra,

non sente il mio braccio, non ha battiti, volontà,

la nave è all'ancora sana e salva, il viaggio finito,

dal duro viaggio la nave vincitrice torna, raggiunta la meta;

esultate rive, suonate campane!

Ma io con passo funebre

cammino sul ponte dove il Capitano

giace freddo, morto.

Casella di testo:  La Poesia
Nella mia mente è scolpita una poesia
che esprimerà la mia anima intera
La sento vaga come il suono e il vento
eppure scolpita in piena chiarezza.
Non ha strofa, verso né parola
non è neppure come la sogno.
E' un mero sentimento, indefinito,
una felice bruma intorno al pensiero.
Giorno e notte nel mio mistero
la sogno, la leggo e riprovo a sillabarla,
e sempre la parola precisa è sul bordo di me stesso
come per librarsi nella sua vaga compiutezza.
So che non sarà mai scritta.
So che non so che cosa sia.
Ma sono contento di sognarla,
e una falsa felicità, benché falsa, è felicità.

Fernando Pessoa

 

  Sabbie Mobili

Demoni e meraviglie

Venti e maree

Lontano di gia' si e' ritirato il mare

E tu

Come alga dolcemente accarezzata dal vento

Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando

Demoni e meraviglie

Venti e maree

Lontano di gia' si e' ritirato il mare

Ma nei tuoi occhi socchiusi

Due piccole onde son rimaste

Demoni e meraviglie

Venti e maree

Due piccole onde per annegarmi.

~ Jacques Prevert ~

 

La Poesia

Nella mia mente è scolpita una poesia

che esprimerà la mia anima intera

 

La sento vaga come il suono e il vento

eppure scolpita in piena chiarezza.

 

Non ha strofa, verso né parola

non è neppure come la sogno.

 

E' un mero sentimento, indefinito,

una felice bruma intorno al pensiero.

 

Giorno e notte nel mio mistero

la sogno, la leggo e riprovo a sillabarla,

 

e sempre la parola precisa è sul bordo di me stesso

come per librarsi nella sua vaga compiutezza.

 

So che non sarà mai scritta.

So che non so che cosa sia.

 

Ma sono contento di sognarla,

e una falsa felicità, benché falsa, è felicità.

 

Fernando Pessoa

              

 SE QUALCUNO..

Se qualcuno un giorno bussa alla tua porta,

dicendo che è un mio emissario,

non credergli, anche se sono io;

ché il mio orgoglio vanitoso non ammette

neanche che si bussi

alla porta irreale del cielo.

Ma se, ovviamente, senza che tu senta

bussare, vai ad aprire la porta

e trovi qualcuno come in attesa

di bussare, medita un poco. Quello è

il mio emissario e me e ciò che

di disperato il mio orgoglio ammette.

Apri a chi non bussa alla tua porta.

Fernando Pessoa

 

E' l'ora del tallone, osso del ritorno, a lui spetta di appoggiare il passo che riporta indietro.»

 

                      (Erri De Luca, Il

 

 Farò della mia anima uno scrigno

per la tua anima,

del mio cuore una dimora

per la tua bellezza,

del mio petto un sepolcro

per le tue pene.

Ti amerò come le praterie amano la primavera,

e vivrò in te la vita di un fiore

sotto i raggi del sole.

Canterò il tuo nome come la valle

canta l'eco delle campane;

ascolterò il linguaggio della tua anima

come la spiaggia ascolta

la storia delle onde.

 

~ Kahlil Gibran ~

Casella di testo:          
Segui la tua sorte…
annaffia le tue piante,

ama le tue rose.

Il resto è l’ombra 

d’alberi stranieri.

La realtà 

è sempre di più o di meno 

di quello che vogliamo.

Solo noi siamo sempre

uguali a noi stessi.

Dolce è vivere solo.

Grande e nobile è sempre

vivere con semplicità.

Lascia il dolore sulle are

come offerta agli dei.

Guarda la vita da lontano,

e non interrogarla mai.

Nulla essa può 

dirti. La risposta 

è al di là degli dei.

Ma serenamente 

imita l’Olimpo

nel segreto del tuo cuore.

Gli dei sono dei

perché non si pensano.

Ricardo Reis (Fernando Pessoa)

 

L'Aurora è il tentativo

Del Volto Celeste

Di simulare, per Noi

L'Inconsapevolezza della Perfezione

 

               Emily Dickinson

 

Legami - potrò ancora cantare -

Scacciami - il mio mandolino

Risuonerà sincero, dentro -

Uccidimi - e la mia Anima salirà

Inneggiando in Paradiso -

Ancora tua -

 

            Emily Dickinson

 

 

Qualcosa, in cui sperare,

Sia pure così lontana

È Capitale contro la Disperazione -

Qualcosa, da soffrire,

Sia pure così acuta -

Se a termine, può essere sopportata

 

                   Emily Dickinson

 

Felicità raggiunta...

 

Felicità raggiunta, si cammina

per te su fil di lama.

Agli occhi sei barlume che vacilla,

al piede, teso ghiaccio che s'incrina;

e dunque non ti tocchi chi più t'ama.

Se giungi sulle anime invase

di tristezza e le schiari, il tuo mattino

è dolce e turbatore come i nidi delle cimase

Ma nulla paga il pianto del bambino

a cui fugge il pallone tra le case

                      Eugenio Montale 

lo vivere vorrei addormentato

entro il dolce rumore della vita

 Sandro Penna

 

Contro la seduzione

 

Non vi fate sedurre;

non esiste ritorno.

Il giorno sta alle porte,

già è qui vento di notte.

Altro mattino non verrà.

 

Non vi lasciate illudere

che è poco, la vita.

Bevetela a grandi sorsi,

non vi sarà bastata

quando dovrete perderla.

 

Non vi date conforto;

vi resta poco tempo.

Chi è disfatto, marcisca.

La vita è la più grande:

nulla sarà più vostro.

 

Non vi fate sedurre

da schiavitù e da piaghe.

Che cosa vi può ancora spaventare?

Morite con tutte le bestie

e non c’è niente, dopo.

            Bertolt Brecht

 

La Terra Santa

 

Ho conosciuto Gerico,

ho avuto anch’io la mia Palestina,

le mura del manicomio

erano le mura di Gerico

e una pozza di acqua infettata

ci ha battezzati tutti.

Li dentro eravamo ebrei

e i Farisei erano in alto

e c’era anche il Messia

confuso dentro la folla:

un pazzo che urlava al Cielo

tutto il suo amore in Dio.

 

Noi tutti, branco di asceti

eravamo come gli uccelli

e ogni tanto una rete

oscura ci imprigionava

ma andavamo verso le messe,

le messe di nostro Signore

e Cristo Salvatore.

 

Fummo lavati e sepolti,

odoravamo di incenso.

E dopo, quando amavamo

ci facevano gli elettrochoc

perché, dicevano, un pazzo

non può amare nessuno.

 

Ma un giorno da dentro l’avello

anch’io mi sono ridestata

e anch’io come Gesù

ho avuto la mia ressurezione,

ma non sono salita ai cieli

sono discesa all’inferno

da dove riguardo stupita

le mura di Gerico antica.

                  Alda Merini

Casella di testo: Udivo, come se non avessi Orecchi
Finché una Parola Vitale
Percorse tutta la strada dalla Vita a me
E allora seppi che avevo udito -
Vedevo, come se i miei Occhi fossero
Di un altro, finché una Cosa
E ora so che era Luce, perché
Era adatta a loro, giunse.
Abitavo, come se Io stessa fossi fuori,
Solo il mio Corpo dentro
Finché una Forza mi scoprì
E inserì in me il nocciolo -
E lo Spirito si volse alla Polvere
"Vecchia Amica, tu mi conosci",
E il Tempo uscì ad annunciare la Notizia.                 

 Emily Dickinson
Casella di testo: Spesso il male di vivere... 

Spesso il male di vivere ho incontrato: 
era il rivo strozzato che gorgoglia, 
era l'incartocciarsi della foglia 
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio 
che schiude la divina indifferenza: 
era la statua nella sonnolenza 
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato
                                 Eugenio Montale 
Casella di testo: Sonetto XV  
Quando penso che tutto ciò che nasce
resta perfetto un solo breve istante,
e questa scena immensa offre solo
fantasmi su cui le stelle calano il
loro arcano influsso. Quando vedo
crescere gli uomini come le piante,
favoriti o contrastati dallo stesso
cielo, E vantarsi in gioventù e al
culmine decrescere, cancellando dalla
memoria l'orgogliosa primavera,
allora nel sogno di questa vita
precaria, ti mostri ai miei occhi di
gioventù vestito, mentre il tempo e
la morte cospirano insieme, per
trasformare in fetida notte il tuo
fresco giorno. Allora per amor tuo
lotto col tempo e come esso ti lacera,
io ti risemino ancora.
 
                     William Shakespeare
Casella di testo:                  La mia sera 
  

  Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c'è un breve gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggiera.
Nel giorno, che lampi! che scoppi!
Che pace, la sera! 
Si devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell'aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell'umida sera.
E', quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d'oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell'ultima sera.
Che voli di rondini intorno!
Che gridi nell'aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la garrula cena.
La parte, sì piccola, i nidi
nel giorno non l'ebbero intera.
Nè io ... che voli, che gridi,
mia limpida sera!
Don ... Don ... E mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi! sussurrano, 
Dormi! bisbigliano, Dormi!
là, voci di tenebra azzurra ...
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch'io torni com'era ...
sentivo mia madre ... poi nulla ...
sul far della sera.

Giovanni Pascoli

 

Se avess'io 

Se avess'io levità di una fanciulla

invece di codesto ,torturato,

pesantissimo cuore e conoscessi

la purezza delle acque come fossi

entro raccolta in miti-sacrifici,

spoglierei questa insipida memoria

per immergermi in te, fatto mio uomo.

 

Io ti debbo i racconti piu fruttuosi

della mia terra che non dà mai spiga.

e ti debbo parole come l'ape

deve miele al suo fiore.Perchè t'amo

caro,da sempre, prima dell'inferno

prima del paradiso,prima ancora

che io fossi buttata nell'argilla

del mio pavido corpo. Amore mio

quanto pesante è adducerti il mio carro

che io guido nel giorno dell'arsura

alle tue mille bocche di ristoro !

 

                       Merini Alda

Casella di testo: La campana de la Chiesa
Che sòno1 a fà? - diceva una Campana -
Da un pò de tempo in quà, c’é tanta gente
che invece d’entrà drento s’allontana.
Anticamente, appena davo un tocco
la Chiesa era già piena;
ma adesso ho voja a fà la canoffiena2
pe’ chiamà li cristiani còr patocco!3
Se l’omo che me sente nun me crede
che diavolo dirà Domineddio?
Dirà ch’er sòno mio
nun é più bono a risvejà4 la fede.
- No, la raggione te la spiego io:
- je disse un Angioletto
che stava in pizzo ar5 tetto -
nun dipenne da te che nun sei bona,
ma dipenne dall’anima cristiana
che nun se fida più de la Campana
perché conosce quello che la sòna.
                            Trilussa
Casella di testo:       
                                       HO PENA DELLE STELLE

Ho pena delle stelle
che brillano da tanto tempo,
da tanto tempo...
Ho pena delle stelle.
Non ci sarà una stanchezza
delle cose,
di tutte le cose,
come delle gambe o di un braccio?
Una stanchezza di esistere,
di essere,
solo di essere,
l'essere triste lume o un sorriso...
Non ci sarà dunque,
per le cose che sono,
non la morte, bensì
un'altra specie di fine,
o una grande ragione:
qualcosa così, come un perdono?

Fernando Pessoa
---------------------
Dio_Il_piccolo_Principe

La vita è bella
Quando sono con te
La vita non significa niente
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora cosi vivo
E tutto soleggiato
E tuo
E mio
E stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
Il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come
il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l'ascolto
E grido
Grido per te

Senza di te.

Tu mio amore,
Tu mio universo,
Tu che sei tutta la mia vita,
Tu che sei tutto per me.

Non smetterò mai di amarti,
Ti dono il mio cuore,
Ti dono la mia anima,
E tutto il mio amore.

 

Paris at night

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L'ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.

Casella di testo: Il giorno nasce
Penso a te.
La giornata inizia 
Penso a te.
Anche nei miei sogni più folli
Penso ancora a te
Perchè tu sei parte di me
E non potrei mai vivere
Senza di te.
Ti ho dedicato questa poesia
Per dirti semplicemente
Ti AMO. 
Casella di testo: segreta, evanescente, infinitamente tenera e dolce, è tutta una sfumatura, senza contorno, poetica, nostalgica, materna e seria, leggera e autoritaria, possiede un' aura insolita e affascinante come le notti di luna piena.
Follemente saggia o follemente folle ? --- è gemellare : classica ed attuale, antica e contemporanea, ragazzina e donna.
Nobiltà ed eleganza non rimarcata,ma lievemente percettibile. Luce discreta, fascino eterno, raffinatezza dei toni,leggiadria dei movimenti.
Star e diva, tigre e gazella, tutta fuoco e fiamme, tutta fuoco e femmina,incanto, luce, seduzione,ardore, rugiada, tenerezza. 
Casella di testo: Distinta e misteriosa, segreta e discreta, donna nella vita, 
adolescente nel cuore, brilla come un arcobaleno in cielo secondo i propri capricci.
Né vento, né pioggia, divenuta mito e leggenda vivente, è sufficiente guardarla e sfiorarla per capire che è incomprensibile: incostante come il vento. Inaccessibile, 
Casella di testo: Canzone 

Che giorno e tutti i giorni 
Amica mia 
E' tutta la vita 
Amore mio 
Noi ci amiamo noi viviamo 
Noi viviamo noi ci amiamo
E non sappiamo cosa sia la vita
Cosa sia il giorno
E non sappiamo cosa sia l'amore.

"RAGAZZA D'ACCIAIO"

Ragazza d'acciaio non amavo nessuno al mondo
Non amavo nessuno eccetto colui che amavo
Il mio innamorato il mio amante colui che mi attraeva
Ora tutto e' cambiato e' lui che ha cessato di amarmi
Il mio innamorato che ha cessato di attirarmi sono io?
Non lo so e poi cosa cambia?
Sono ora stesa sulla paglia umida dell'amore
Tutta sola con tutti gli altri tutta sola disperata
Ragazza di latta ragazza arrugginita
O amore amore mio morto o vivo
Voglio che tu ti ricordi del passato
Amore che mi amavi da me ricambiato.

J.Prevert


IL SERPENTE CHE DANZA

O quant’amo vedere, cara indolente,
delle tue membra belle,
come tremula stella rilucente,
luccicare la pelle!
Sulla capigliatura tua profonda
dall’acri essenze asprine,
odorosa marea vagabonda
di onde turchine,
come un bastimento che si desta
al vento antelucano
l’anima mia al salpare s’appresta
per un cielo lontano.
I tuoi occhi in cui nulla si rivela
di dolce né d’amaro
son due freddi gioielli, una miscela
d’oro e di duro acciaro.
Quando cammini cadenzatamente
bella nell’espansione,
si direbbe, al vederti, che un serpente
danzi in cima a un bastone.

Casella di testo: La vita è bella
Quando sono con te
La vita non significa niente
Senza di te.

A cura di Rossella Artusa

 

Tre pagine di poesie a cura di Rossella Artusa

A.S.D. Miletomarathon  Presidente Salvatore Auddino   Sede:  Via Cattaneo 28 -  89852 Mileto (VV) -  C:F:e.P.iva:96025290790 - Codice Fidal VV 363 - Coni: Registro Nazionale N°921312 -  Tl. 0963/1936630-Cell.3388306612               miletomarathon@hotmail.it     info@miletomarathon.it              ( webmaster Salvatore Auddino )

Il mio cuscino mi guarda di notte
con durezza come una pietra tombale;
non avevo mai immaginato che tanto amaro fosse
essere solo
e non essere adagiato nei tuoi capelli.

Federico Garcia Lorca


"POTESSERO LE MIE MANI SFOGLIARE"
Pronunzio il tuo nome
nelle notti scure,
quando sorgono gli astri
per bere dalla luna
e dormono le frasche
delle macchie occulte,.
E mi sento vuoto
di musica e passione.
Orologio pazzo che suona
antiche ore morte.

Pronunzio il tuo nome
in questa notte scura,
e il tuo nome risuona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della dolce pioggia.

Ti'amerò come allora
qualche volta?Che colpa
ha mai questo mio cuore?
Se la nebbia svanisce,
quale nuova passione mi attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!

Federico Garcia Lorca


"ALBA"

Il mio cuore oppresso
con l'alba avverte
il dolore del suo amore
e il sogno delle lontananze.
La luce dell'aurora porta
rimpianti a non finire
e tristezza senza occhi
del midollo dell'anima.
Il sepolcro della notte
distende il nero velo
per nascondere col giorno
l'immensa sommità stellata.
Che farò in questi campi
cogliendo nidi e rami,
circondato dall'aurora
e con un'anima carica di notte!
Che farò se con le chiare luci
i tuoi occhi sono morti
e la mia carne non sentirà
il calore dei tuoi sguardi!

Perchè per sempre ti ho perduta
in quella chiara sera?
Oggi il mio petto è arido
come una stella spenta.

Federico Garcia Lorca


"SONETTO CXIII"

Da quando ti ho lasciato il mio occhio è nella mente,
E l'occhio che mi guida mentre vado in giro
Abbandona il suo ruolo: è in parte cieco,
Sembra vedere, ma in realtà è assente:
Al cuore non trasmette più nessuna forma
D'uccello, di fiore... nessuna forma che il cuore possa afferrare;
L'occhio afferra ma non spartisce con la mente,
Né trattiene in sé l'immagine che ottiene;
Che veda la più brutta o più gentil visione,
Il viso più dolce o quello più deforme,
Il monte o il mare, la notte o il giorno,
Il corvo o la
colomba...a tutti dà i tuoi tratti.
Incapace di contenere altro, colma di Te,
La mia mente più vera rende falso ciò che vedo.

Shakespeare

 

Se proprio devi odiarmi
fallo ora,
ora che il mondo è intento
a contrastare ciò che faccio,
unisciti all'ostilità della fortuna,
piegami
non essere l'ultimo colpo
che arriva all'improvviso
Ah quando il mio cuore
avrà superato questa tristezza.
Non essere la retroguardia di un dolore ormai vinto
non far seguire ad una notte ventosa
un piovoso mattino
non far indugiare un rigetto già deciso.
Se vuoi lasciarmi
non lasciarmi per ultimo
qunado altri dolori meschini
avran fatto il loro danno
ma vieni per primo
così che io assaggi fin dall'inizio
il peggio della forza del destino
e le altri dolenti note
che ora sembrano dolenti
smetteranno di esserlo
di
fronte la tua perdita

Shakespeare


"FA' PURE DEL TUO PEGGIO PER SFUGGIRMI"

Fa' pure del tuo peggio per sfuggirmi
tu in me vivrai per tutta la mia vita
e vita non durerà più a lungo del tuo amore,
perché sol da questo affetto essa dipende.
Quindi temer non devo il peggior dei torti
quando nel più piccolo la mia vita ha fine;
mi par di meritare miglior sorte
di quella che è balia dei tuoi capricci.
Non puoi torturarmi con la tua incostanza
perchè nel tuo disdegno muore la mia vita:
o che beato titolo solo io posseggo,
felice del tuo amore, felice di morire!
Ma esiste felicità che nuvole non tema?
Tu potresti ingannarmi ed io
non saperlo.

Shakespeare

Sonetto XXIII

Come un attore impreparato in palcoscenico,
Che per la paura dimentica la parte,
O come un tipaccio dominato dall’ira,
Cui per eccesso di forza s’indebolisce il cuore,
Così, tremendo di fidar troppo di me, dimentico di recitare
Da attore preparato la liturgia dell’amore,
E sento venir meno il vigore del mio amore
Schiacciato dal peso della sua stessa forza.
Siano dunque i miei sguardi a recitare la parte,
Multi messaggeri del mio petto eloquente,
Implorino il tuo amore e cerchino il tuo favore
Con più eloquenza di eloquenti parole che troppo han detto.
Oh, impara a leggere ciò che l’amore muto scrive
:
Ascoltare con gli occhi è il sottile ingegno dell’amore.

Shakespeare


Tu sei per la mia mente come il cibo per la vita,
Come le piogge di primavera sono per la terra;
E per goderti in pace combatto la stessa guerra
Che conduce un avaro per accumular ricchezza.

Prima orgiglioso di possedere e, subito dopo,
Roso dal dubbio che il tempo gli scippi il tesoro;
Prima voglioso di restare solo con te,
Poi orgoglioso che il mondo veda il mio piacere.

Talvolta sazio di banchettare del tuo sguardo,
Subito dopo affamato di una tua occhiata:
Non possiedo nè perseguo alcun piacere
Se non ciò che ho da te o da te io posso avere.

Così ogni giorno soffro di fame e sazietà,
Di tutto ghiotto e d’ogni cosa privo.

Shakespeare

Sonetto CIX

Non dire mai che il mio cuore ti è stato infedele
Sebbene la lontananza sembrasse attenuare la mia fiamma:
Potrei forse allontanarmi da me stesso? No, come non potrei
Abbandonare la mia anima che è chiusa nel tuo petto:

Quella è la casa del mio amore. Se ho vagato,
Come ogni viaggiatore alla fine torno a casa,
Giusto in tempo, dal tempo non cambiato,
Porto l’acqua nella fedeltà per lavare le sozzure del viaggio.

Non credere – benchè nella mia natura regni
La fragilità che assedia ogni tipo di sangue –
Che io possa stupidamente insozzare quell’acqua,
Che io lasci per un nulla la tua ricchezza di bontà:

Perchè nulla è per me l’intero l’universo…
Tranne te, mia Rosa: nell’universo sei tu il mio tutto.

Shakespeare



"SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE"

La tua virtù è la mia sicurezza. E allora
non è notte se ti guardo in volto,
e perciò non mi par di andar nel buio,
e nel bosco non manco compagnia
perchè per me tu sei l'intero mondo.
E come posso dire d'esser sola
se tutto il mondo è qui che mi contempla?

 

Shakespeare

SONETTO N° 88

Quando ti disporrai a ignorarmi
l'occhio sprezzante volgendo ai miei meriti
avverso a me combatterò al tuo fianco:
spergiuro sei, ti proverò valente.
Assai conosco la mia debolezza
e a difenderti inventerò una storia
di colpe che mi macchiano in segreto
sì che ti venga, a perder me, gran gloria.
Ma così fra chi vince anch'io sarò,
ché i pensieri amorosi in te riparo,
tutti, e se i torti che in me stesso volgo
ti dan vantaggio, a me doppio lo danno.

Tale è il mio amore, così t'appartengo
che per darti valor m'addosso il peggio.

Shakespeare


SONETTO N° 128

Quando musica tu suoni, mia musica,
su quel beato legno che alle dita
gentili replica mentre conduci
la vibrante armonia che mi smarrisce,
quanto invidio quei tasti che in su e in giù
tenendo il cavo di tua mano baciano -
e dal raccolto le mie labbra escluse,
lì accanto, si fan rosse a tanta audacia.
Ben situazione e stato muterebbero,
purché tu le sfiorassi, con quei rapidi
in danza - e tu scorri sì che lieto
fai morto legno più che vive labbra.
Se tanta sorte hanno quegli sfrontati,
dà lor le dita, a me le labbra al bacio.

Shakespeare

Cerco il cammino che porta al suo cuore gentile,
Ma lei lo nasconde bene, dentro il suo scrigno di fiori.
Vago senza meta, perduto in questo ideale,
Ma amo questo bouquet, gusto i suoi petali.

Lei è inaccessibile, adorabile e unica,
E'un ideale, un voto, una supplica,
Un astro luminoso, una stella cadente,
Un diamante eterno.

E'un vento estivo che accarezza la pelle,
una brezza marina da soffio lungo e caldo.
Può diventare un tifone,
un violento uragano, se niente la mitiga.

So che Lei è l'amore in tutta la sua bellezza.
Ha mostrato tutta le sue armi nell'arte dell'amare.
Un girono si sveglierà, aprirà i suoi occhi,
Ed un principe affascinante le dirà: Ti voglio!